Questa volta, per la nostra carrellata di interviste,
abbiamo voluto sentire Monja Marcolini, in arte Momo, la banda che ora, assieme a sua sorella è una bandiera del San Pietro e sta giocando l’ultima stagione agonistica anche se ha un
curriculum da vera gitana del volley pesarese.
Allora Momo, a che età e dove hai iniziato a giocare a volley?
-Avevo sei anni, ho fatto tutta la trafila alla Polisportiva Bottega, ovvero dal minivolley, alle varie under, fino alla prima divisione, poi sono approdata a Montecchio, sempre in prima divisione, lì in quel periodo allenavo anche, e l’anno dopo mi hanno chiamata in D e sono rimasta altri 2-3 anni, ora di preciso non mi ricordo, poi sono andata per la prima volta al San Pietro, assieme ad alcune mie compagne. Al San Pietro sono rimasta per ben 3 anni, in seguito ho fatto una stagione a Fossombrone in D, mi ricordo che siamo andate a fare i play off per salire e la promozione ci è svanita di un soffio all’ultima partita. Ma la mia odissea non è finita, ho cambiato ancora e sono andata a San Giovanni in C, alla fine sono tornata a San Pietro in prima divisione e l’anno scorso siamo salite in D, dove attualmente gioco.
Oltre alla pallavolo che cosa fai?
-Lavoro 8 ore al giorno come impiegata
Un campionato quello di questo anno parecchio travagliato come mai?
-Sicuramente a causa dei tanti infortuni che hanno falcidiato la squadra, nella prima fase del campionato, dove comunque eravamo partite bene, abbiamo pagato un grande dazio, ora tentiamo in questa fase di play out di salvare la categoria.
Sei scaramantica?
-Direi di no
Che musica ascolti?
-Un po’ di tutto, ma in particolare Vasco Rossi, Ligabue, gli U2.
Se non giocassi avresti allenato?
-Sicuramente sì, gli anni che ho allenato mi sono divertita tanto, mi ricordo, in particolare, l’esperienza di Monteciccardo, dove alle volte dovevi andarli a prendere anche sugli alberi dove si arrampicavano, ma poi appena vedevano il pallone, volevano sempre giocare.
Torneresti ad allenare?
-Mi piacerebbe, magari non subito, fra qualche anno, e mi piacerebbe allenare i maschi più che le femmine.
Hai girato tanto, cosa ti è rimasto dentro di tutte queste esperienze?
-Ma, devo dire che ovunque ho messo le radici; per assurdo, direi che magari mi sono affezionata di più ai posti e alle persone dove invece sono stata meno.
La pallavolo è sempre stata al centro di tutto per te?
-Sicuramente sì, è stata per moltissimo tempo il perno attorno al quale ho sempre programmato la mia vita, come ferie, permessi, lavoro, scuola, ecc…
Perché tanti sacrifici?
-Perché c’è sempre stata una grande passione, inoltre questo mondo mi regalato la maggior parte degli amicizie che ho nella mia vita.
Come ti sei avvicinata al volley?
-Perché spesso andavo a vedere mio padre che allenava a Osteria Nuova, mi ricordo che sarei rimasta ore a guardarle giocare, da quei tempi ho voluto provare, poi non ho più smesso.
Sei un sempre stata un 4?
-Si, poi visto che in ricezione me la cavo, ho sempre giocato come schiacciatrice-ricevitrice, diciamo che questo ruolo l’ho specializzato grazie ad un’allenatrice particolare che ricorderò sempre per tutto quello che mi ha insegnato, Maria Ioni.
Quale è stato il tuo periodo d’oro
pallavolistico?
-Quando avevo 19-20, mi ricordo che ero veramente forte, e mi sono presa anche tante soddisfazioni.
Come mai ha cambiato tante squadre, colpa del tuo caratterino o che altro?
-Litigato ho litigato e l’ho fatto anche spesso, non mi nascondo dietro un dito, ma io sono fatta cosi, specie quando in campo sto dando l’anima e vedo che altre mie compagne non fanno lo stesso, mi saltano i nervi e non uso mezzi termini; però, vorrei anche aggiungere che fuori dal campo torno a essere una persona solare e tranquillissima, ecco anche perché posso affermare che ci sono tante mie ex compagne che mi vogliono ancora molto bene.
Spesso la gente pensa che tu e tua sorella siete gemelle.
-No non lo siamo, pensa che lei è molto più piccola di me, forse perché ci assomigliamo molto e ci è capitato spesso di giocare nella stessa squadra come qui al San Pietro.
Sei fidanzata?
-Fidanzatissima da 6 anni, attualmente convivo, anche sa da poco, infatti solo quest’anno siamo riusciti a comprare casa qui a Pesaro.
E’ difficile convivere?
-No diciamo che ci sopportiamo a vicenda l’importante e non farci giocare mai assieme, altrimenti potremmo fare cagnara, perché fondamentalmente siamo due gran testardi.
Anche lui gioca a pallavolo?
-Sì, ci siamo conosciuti proprio alla San Pietro, ora lui gioca in D nella Polisportiva Bottega e questo fatto mi ha aiutato molto a continuare in questi ultimi anni.
Lo scorso campionato hai dichiarato che sarebbe stata l’ultima stagione, ma poi quest’anno sei tornata a giocare, dobbiamo credere che questa sarà davvero l’ultima stagione?
-Quest’anno sono dovuta tornare quasi per forza visto i tantissimi infortuni accorsi alla mia squadra, non potevo fare diversamente. Sì, comunque questa, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, è proprio la mia ultima stagione.
Per il San Pietro tu e tua sorella siete
diventate delle bandiere, personalmente che ne pensi?
-Penso che mi fa un gran piacere, anche perché, senza false retoriche, giudico il San Pietro una seconda famiglia allargata.
Oltre al gioco, avete tanto spirito innovativo e creativo, penso ad esempio ai calendari…
-Sì, poi quest’anno, anche grazie al tuo aiuto, è riuscito davvero bene, siamo al terzo anno consecutivo e speriamo di aver quanto meno fatto parlare di noi anche altre persone, perché per alcuni versi penso che il San Pietro sia ancora nel bene e nel male una mosca bianca in questo bizzarro panorama della volley nostrano.
Hobby?
-Mi piace molto passeggiare, io e mia sorella siamo molto creative, quest’anno per esempio abbiamo allestito una bancarella per il mercatino di Natale a Mombaroccio, ci piace stare in mezzo alle gente questo è innegabile.
Films?
-Si diciamo che la sera io e il mio ragazzo, quando possiamo, vediamo un po’ di tutto.
Per finire, ti sposi?
…Magari!
Danilo Billi
Nelle foto la mitica Momo